I sindacati e la conservazione dei privilegi

Già a partire dagli anni 70 , dopo l’entrata in vigore dello Statuto dei Lavoratori , i sindacati  avrebbe dovuto prendersi a cuore i destini dei lavoratori non occupati nelle grandi aziende e nella pubblica amministrazione ,dei  disoccupati. Poi 30 anni dopo,  avrebbero dovuto evitare che il precariato diventasse una forma stabile di contratto di lavoro. Inoltre   avrebbero dovuto sostenere con forza i diritti dei  lavoratori delle aziende con meno di 15 dipendenti. Forse avrebbero dovuto porre attenzione alle esigenze dei giovani   neopartite iva di migliaia di giovani che tentano l’avventura imprenditoriale o professionale . Forse si sarebbero dovuti occupare del  sistema fiscale , previdenziale e amministrativo che  li strozza sul nascere. .

Invece ? I sindacati si sono messi comodamente a  sedere, hanno lavorato ( ?) per i dipendenti delle grandi aziende e per quelli della Pubblica Amministrazione ,ed è stato tutto facile.

Facile disinteressati di tutti gli altri tipi di lavoratori , quelli che chiameremo di serie B

Facile per i capi del sindacato  arrivare in Parlamento,  tra le piu’ alte cariche dello stato, a “ciucciare “i privilegi della casta alla quale appartengono in tutto e per tutto, compreso laute pensioni e privilegi .

Facile fare il sindacalista  alla faccia dei disoccupati, dei precari e di tutti gli altri lavoratori di serie B .

Cosa è il sindacato in Italia oggi ? Una casta di privilegiati  che ignorano i lavoratori di serie B , che  avrebbero bisogno do loro, ma loro preferiscono tutelare quei lavoratori di serie A ,  per poi  andare a finire nel sistema dei privilegiati della casta politica, seduta in parlamento.

 

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