il senso della legge per gli italiani

Se osserviamo l’Italia, osserviamo che  ci sono tanti popoli diversi , mischiati, stirpi spagnole, francesi, tedesche, arabe, greche, latine, , albanesi ed etrusche…..non solo origini diverse, ma anche troppo “scafati ” per  credere alla giustizia, alla legge di uno stato centrale

Specialmente nel sud italia lo stato è ed è stato  inesorabilmente assente, tranne che per strane “trattative stato-mafia” , secretate, distrutte…..il popolo non deve sapere…ammesso che al popolo interessi sapere…..si ha come la sensazione che ” l’italiano medio ” viva con fastidio la politica, e poi tutte queste regole, queste leggi a dare noia….sembra che l’italiano non desideri altro che divertirsi, dopo aver lottato contro i problemi per tutto il giorno….tanto chi fa le leggi sono quelli che hanno i soldi, e niente è cambiato dalla notte dei tempi…per cui uno vale l’altro. Il che ha più che un fondo di verità.

Perchè l’italia non è un paese normale….sarebbe stato meglio , fin da subito, creare aree confederate ma autonome, tutte tendenti a legiferare in modo da uniformare il paese nei principi, ma con sistemi e procedure  diverse.
Così non è stato e ha prevalso l’idea di unire l’italia con uno stato centrale, e per di più lo Stato  si è occupato via via nel tempo di tante,troppe cose, amministrandosi in modo pessimo, dispersivo e costosissimo.
 
La legge che proviene dallo stato centrale ,in particolare  in alcune  aree geografiche del paese , è vista come qualcosa di fastidioso e anche pericoloso, perchè vorrebbe obbligare  a cambiare, abitudini, comportamenti ,  le cose in generale , quando le cose non si vogliono cambiare. O meglio , lo si ritiene inutile.Ogni cambiamento annunciato non ha mai cambiato niente.  L’atteggiamento tipico dell’italiano di fronte ad una legge, è studiare come fare per aggirarla, eluderla negli effetti e nella sostanza …affinchè non cambi praticamente nulla di quello che si è sempre fatto.
 
Un paese con poca gioventù,che non fa figli, e , per giunta con anziani ai posti di comando e responsabilità, un paese fatto da anziani , naturalmente riottosi ai cambiamenti. 
Prendiamo Berlusconi, per esempio. L’essere condannato per frode fiscale, peer gli italiani è quasi una medaglia al valore. L’essere riuscito a farsi prescrivere gli altri reati, ad occultarli, è prova di competenza, nello scegliere dei buoni avvocati. Con le donne poi, un vero successo. File sterminate di olgettine, stelline, veline, attricette, zoccole e pompinare, reclutate da collaboratori disposti a farsi incriminare piuttosto che a tradire , sono tutte medaglie all’uomo. Cosa vuoi che sia se appoggiava Monti e la Fornero, mica l’ha fatta lui la legge, anche se sosteneva il governo che l’ha fatta. E poi è stato perseguitato dalle toghe rosse. Insomma, in Italia che deve fare un politico per essere messo alla finestra?
Non dovrà mica essere onesto e scrupoloso amministratore del denaro pubblico per il benessere della collettività? Non dovrà mica dimostrarsi rispettoso della legge, per caso ?