globalizzazione e perdita di identità nazionale

Da quando poi non possiamo più stampare moneta, creare inflazione, e quindi vivacchiare per poi a fine anno  fare un bilancio sempre a debito ( pubblico ) e la politica viene dettata dall’europa, la classe politica si è unita , si è aggregata oltre le tradizionali divisioni destra/sinistra.
 
I sindacati fanno sempre più rima con “pensionati ” che qualche privilegio se lo sono anche guadagnato.
 
In generale il trend culturale che si vuole divulgare tende a distruggere il concetto di patria, di stato , di nazione, per creare un’europa che, anche accogliendo immigrati da tutto il mondo in maniera indiscriminata, ricalcoli il welfare disponibile, contando sul fatto che gli immigrati al welfare non ci sono abituati, e che, in realtà, è iniziata la fase della decrescita per gli autoctoni, cioè noi, ai quali viene chiesto di ridurre notevolmente stipendi, servizi,in generale il nostro stile di vita.
 
D’altra parte questa operazione ci salverebbe dall’estinzione, sia fisica che economica.In questo trend che è anche culturale oltrechè politico, abbiamo una casta di politici indifferentemente di destra o di sinistra, che sdogana continuamente l’integrazione come valore principale , la fusione tra popoli diversi, mescolando culture , religioni, cucine e soprattutto alcove, dalle quali nasceranno gli europei di domani, provenienti da tutto il globo, ma europei, che di Europa non sanno niente, ma va bene lo stesso.
 
La volontà popolare , come abbiamo detto, non conta, figuriamoci se conta preservare , tutelare e difendere la sua cultura, i suoi valori, le sue tradizioni, la sua cucina, il suo dialetto, i suoi riti ,pregiudizi e superstizioni, nonchè vizi e difetti.
Quello che conta è dirigere il trend culturale dei giovani, verso la società multirazziale. Questo mito. Questo simulacro che ispira progresso, benessere, modernità. Il contrario è vecchio, passato, defunto….
 
Un trend culturale a guida BCE. Con il benestare delle principali multinazionali e della finanza che gestisce banche e debiti pubblici. Hai voglia te a divincolarti, in posizione debitoria, non si dettano regole.