l’italia non esiste, e nemmeno gli italiani

Siamo nel 1870, l’Italia non esiste…a che punto siamo oggi?..nonostante ci abbiano fatto credere ( a scuola) che a voler l’unità d’italia siano stati gli italiani..nel senso che ci sia stata una grande maggioranza di italiani a volerla………in realtà “Mai e poi Mai” gli italiani hanno voluto , pensato, protestato, agito per voler attuare l’unità d’italia. Infatti siamo un paese a due , tre, quattro,facce, sembrano pezzi di nazioni diverse attaccate insieme.
 
Ma osserviamo l’Italia: in italia ci sono tanti popoli diversi , mischiati, stirpi spagnole, francesi, tedesche, arabe, greche, latine, , albanesi ed etrusche…..con origini diverse, troppo scafati da credere alla giustizia, alla legge di uno stato centrale che tra l’altro, si dimostra ormai inesorabilmente assente, tranne che per strane “trattative stato-mafia” , secretate, distrutte…..il popolo non deve sapere…ammesso che al popolo interessi sapere…..
 
L’Italia è stato ed è un paese certamente difficile da governare, soprattutto se si vuole governare in modo uniforme, quando invece intere aree geografiche avrebbero bisogno di leggi ad hoc, diverse da quelle necessarie per altre aree geografiche E poi, forse, l’italia è anche inutile da governare…non è come amministrare un paese “normale”,manca sempre un responsabile e manca sempre un controllore che controlli i controllori dei controllati—–
 
Perchè l’italia non è un paese normale..Sarebbe stato meglio , fin da subito, creare aree confederate ma autonome, tutte tendenti a legiferare in modo da uniformare il paese nei principi, ma con sistemi diversi . Così non è stato e ha prevalso l’idea di unire l’italia con uno stato centrale, e per di più che si è occupato via via nel tempo di tante,troppe cose, amministrandosi in modo pessimo, dispersivo e costosissimo.
 
La legge che proviene dallo stato centrale , in molte aree geagrafiche del paese , è vista come qualcosa di pericoloso che tende a cambiare le cose, quando le cose non si vogliono cambiare. L’atteggiamento tipico dell’italiano di fronte ad una legge, è studiare come fare per aggirarla, eluderla negli effetti e nella sostanza …affinchè non cambi praticamente nulla .
 
Un paese con poca gioventù,che non fa figli, e , per giunta con anziani ai posti di comando e responsabilità, un paese fatto da anziani riottosi ai cambiamenti. E pieni di difetti. Il principale è l’ignoranza.Nel senso di non sapere.
 
Il popolo italiano non crede in un’autorità centrale , che sia stato, europa, non cambia niente. L’italiano ha potuto verificare che tutti coloro in quali sono venuti a comandare si sono comportati alla stessa maniera, cioè “arraffare” il più possibile, anche sfacciatamente, ma dire a gran voce che si voleva cambiare tutto per non cambiare niente. Chi ha soldi ha il potere e viceversa. Il popolo non conta niente. I cambiamenti li decidono i soliti , ma i conti tornano sempre a favore dei soliti, chiunque governi.
 
Tanto meno non contano niente i movimenti che vorrebbero sostenerla questa volontà popolare, nel senso che vorrebbero farla esprimere, questa benedetta volontà popolare.
 
Un grande aiuto lo potrebbe dare la rete. Questo è fuori discussione. ma chi sostiene la democrazia digitale , come noi, lo fa soprattutto per favorire consultazioni on line di vaste aree di cittadini, si dovrebbe preoccupare che in Italia, almeno il 50 % degli italiani non sa accendere ne un computer ne uno smathphone. Sarebbe bello poter far votare on line tutti gli italiani su grandi temi nazionali e poi far votare on line piccole comunità ,per problemi locali, nell’ambito di autonomie stabilite a priori. E senza il filtro del politico della casta . Ma….
Ma il 50% degli italiani ha difficoltà a comprendere il significato di un breve testo scritto, collegando i significati espressi dalle frasi concatenate tra di loro, come in tutti i testi scritti.
Ciò nonostante , quella che era la priorità per Casaleggio ( vedi il suo primo intervento a Cernobbio ) cioè la necessità ( e i vantaggi ) di informatizzate il paese, è , insieme alla scuola e alla giustizia ,tra i settori più trascurati d’italia.
 
Non c’è un euro di finanziamento serio nelle manovre finanziarie degli ultimi anni per per tutti e tre gli ambiti, cioè informatizzazione, scuola e giustizia.
 
La volontà popolare per manifestarsi ha bisogno di cultura, e di saperla comunicare, e avere delle istituzioni che oltre alle leggi sappiano garantirne il rispetto quindi ottenere giustizia in tempi rapidi e in modo economico..
 
Niente di tutto ciò in tuti e tre gli ambiti appena detti, Iniziamo dalla scuola:
 
Si permettono classi di trenta alunni, di diverse nazionalità.
Questi numeri sono eccessivi, spropositati per una didattica degna di questo nome, , in una classe, non si insegna e non si impara nulla. Più si eleva il livello scolastico e meno cambia la situazione.
 
l’Università è un mondo a parte, nel senso proprio a parte rispetto allo stato, che delega totalmente i baroni a gestire l’insegnamento e l’ organizzazione delle Università .
 
In conclusione ,ciò che servirebbe maggiormente, cioè alzare il livello culturale di un popolo , è quello che viene trattato in modo peggiore.
 
Passando alla giustizia, osserviamo che è inaccessibile ai più, per i costi e soprattutto per la lunghezza dei processi. Far aspettare anni e anni e pretendere dei costi altissimi per ottenere giustizia non è cosa giusta, dopo dieci anni , è come non avere giustizia. Evidentemente in questa situazione sono avvantaggiati i soliti . Quelli di prima. Quelli che hanno soldi e potere. Il popolo può aspettare che tutto cambierà.Come si promette ad ogni tornata elettorale.
 
Abbiamo una sedicente casta politica di sinistra che sostiene che la volontà popolare vada guidata come pecore al pascolo, poichè da sola combinerebbe solo guai.
 
Abbiamo una sinistra ( anzi più di una ) accentratrice e contraria alle autonomie e alla democrazia diretta quindi ostile verso le nuove forme di democrazia on line.
Abbiamo una destra ( anzi più di una ) che è ostile a qualsiasi riforma .
 
Ne esce una casta politica alleata sostanzialmente tra di se, tesa a difendere se stessa, e che osteggia la formazione di una volontà popolare, convinta che il popolo deve essere diretto. Meglio che si disinteressi totalmente e non vada a votare , piuttosto che si formi una sua volontà.