Legalizzazione marijuana

L’Olanda è un esempio per i suoi numerosi coffee shop autorizzati alla vendita di marijuana e di derivati della cannabis. Nella politica e nella legislazione dei Paesi Bassi esiste una distinzione tra le droghe pesanti (come eroina e cocaina) e i derivati della canapa (marijuana, hashish). La cannabis badate bene non è legale, bensì tollerata; ciò significa che la vendita di una quantità inferiore ai cinque grammi per cliente ed il possesso di quantità fino a trenta grammi non sono perseguite dalla legge. La politica olandese mira a prevenire e contenere i rischi per l’individuo e la collettività associati all’uso di stupefacenti. In questa ottica viene offerto ai tossicodipendenti aiuto per disintossicarsi e per migliorare la propria condizione fisica, psicologica e sociale. Di fatto, la richiesta di assistenza è più frequente se i consumatori di stupefacenti non devono temere di essere perseguiti penalmente o di sporcare la propria fedina penale. Ci sono tre obiettivi principali che vengono realizzati dalla “politica della tolleranza” e la regolamentazione dei coffee-shop. In primo luogo si vuole scoraggiare e possibilmente evitare del tutto il consumo di droghe leggere da parte di minorenni. Oltre a ciò si auspica una riduzione dei problemi di ordine pubblico (sia individuali che sociali) derivanti dal consumo delle droghe leggere. Infine, il divieto più assoluto imposto sulla vendita di droghe pesanti nei coffee shop mira a ridurre il rischio di un possibile passaggio da droghe leggere a droghe pesanti separando e differenziando i due mercati. Nei Paesi Bassi il consumo di droga non è comunque un fenomeno né incoraggiato, né accettato: esso viene scoraggiato grazie ad attività d’informazione che si svolgono nelle scuole e a campagne finalizzate a far conoscere i rischi connessi all’uso di sostanze che creano dipendenza. La finalità principale della politica dei Paesi Bassi in materia di stupefacenti è far diminuire la domanda e l’offerta di droga (infatti il numero di coffee-shop si è ridotto del 36% tra il 1997 e il 2003, da 1179 a 754) e ridurre i rischi che l’uso di stupefacenti comporta, sia per i consumatori (altrimenti costretti a muoversi in ambienti dominati dalla criminalità) che per la società nel suo complesso. Il numero di decessi collegati all’uso di droghe nei Paesi Bassi è il più basso in Europa. Il governo dei Paesi Bassi riesce a supportare circa il 90% dei tossicodipendenti con i programmi di disintossicazione. Il risparmio di tempo e denaro connesso alla tolleranza controllata delle droghe leggere ha consentito di concentrarsi effettivamente sulla lotta alle droghe pesanti. La politica della tolleranza non ha portato ad un maggior consumo di droghe leggere: nei Paesi Bassi il 9,7% dei giovani ragazzi consuma droghe leggere una volta al mese, paragonabile al livello in Italia (10,9%) e Germania (9,9%) ed inferiore a quelli del Regno Unito (15,8%) e Spagna (16,4%). Queste percentuali si ripetono riguardo alle statistiche sulle droghe pesanti: nei Paesi Bassi ci sono 2,5 tossicodipendenti per ogni mille abitanti, in Belgio 3,0, in Francia circa 3,9, in Spagna 4,9, in Italia 6,4. Nei Paesi Bassi si contano circa 28.000 tossicodipendenti, ma oltre 300.000 alcolisti e oltre 650.000 assuntori cronici di sonniferi e calmanti. L’uso di droghe leggere è da considerarsi perciò, in termini di diffusione sociale, un problema minoritario e anzi un modo per uscire da dipendenze da droghe sintetiche come alcool, eroina, cocaina e farmaci. Portare il consumo di sostanze stupefacenti alla luce del sole, infatti, permette un certo controllo sociale che limita danni e rischi non solo alla società stessa, ma anche ai singoli consumatori, che possono documentarsi preventivamente sui rischi e decidere autonomamente se fare uso di droghe o meno. Ma in Olanda la mafia non elegge in parlamento i propri rappresentanti a difesa dei loro businness.