L’INTERVISTA – GIULIO TARRO di VITTORIA IACOVELLA Il virologo: “I problemi? Nei protocolli e negli eccipienti al mercurio e alluminio”

L’INTERVISTA – GIULIO TARRO di VITTORIA IACOVELLA

Il virologo: “I problemi? Nei protocolli
e negli eccipienti al mercurio e alluminio”

L’invito a non schierarsi in una specie di “guerra” tra fazioni pro e contro vaccini, ma ad approfondire laicamente la questione: “Ormai è chiaro che c’è un rapporto tra l’abbassamento delle difese dovuto ai vaccini e le malattie riscontrate tra i militari”. I rimedi: “Anamnesi più mirate e test anticorpali”

Il professor Giulio Tarro è un virologo di fama internazionale, pluripremiato, Presidente della Commissione sulle Biotecnologie della Virosfera UNESCO. Gli abbiamo chiesto di spiegarci se e in che modo le vaccinazioni possano condurre a gravi malattie. La risposta è nettamente positiva: un rapporto esiste ed è all’esame della Scienza. Tarro ci dice qualcosa di più anche sullo scontro fra medici pro e contro i vaccini e sulla questione dei nuovi modelli di anamnesi e lancia una provocazione alla sanità militare italiana: “Non essere controcorrente ma guidare una nuova corrente”.

Professore, dunque è provata scientificamente la connessione tra vaccini fatti male e cancro?
“Sì, da alcuni anni si è aperto un nuovo capitolo della scienza, che ha osservato, in determinate condizioni, questa causalità. Prima si dava per scontato che i vaccini fossero una panacea. Poi si è iniziato a riscontrare che, come tutte le cose, hanno limiti e controindicazioni e che vanno utilizzati adeguatamente. Nel caso limite dei militari, sono state cercate tutte le possibili cause di tumori e malattie autoiminuzzanti  analizzando il loro stato di salute e le sollecitazioni cui sono stati sottoposti. L’abbassamento di immunità post vaccino si riscontra regolarmentee ed è incontestabile”.

Dov’è il problema, dunque, nei protocolli non rispettati o nelle sostanze contenute nei vaccini?
“Entrambi sono problemi. Spesso i protocolli non sono stati rispettati, magari a causa di ignoranza. Questo ha causato indebolimento, un calo delle difese immunitarie drastico, che ha esposto molti soldati a conseguenze gravi. Inoltre, bisogna anche considerare il contenuto degli eccipienti contenuti nei vaccini, specialmente mercurio e alluminio. Checché se ne dica, i multidose che vengono iniettati ai militari (con i civili invece si usano i monodose, ndr) contengono quantità da cavallo di metalli. Per questo i militari sono la punta dell’iceberg dei potenziali danni da vaccino perché ne fanno di più e a volte in tempi più ravvicinati. La mia esperienza personale, anche come medico nella Marina militare, mi dice che di volta in volta bisogna vagliare, pensare anche a dove andranno i ragazzi, scegliere in ogni situazione il vaccino giusto per avere la corretta risposta immunitaria. Ci sono stati anni in cui i medici militari non erano un granché… Ora però le cose stanno cambiando, io vedo colleghi preparati, eccellenti, le cose si evolvono. Certamente alcuni danni del passato restano e poi bisogna andare avanti, migliorare per evitarne altri. Per questo invito la Sanità Militare Italiana ad essere all’avanguardia, non dico controcorrente ma devono guidare una nuova corrente. Bisogna anche considerare che i vaccini non sono tutti uguali, si fanno delle scelte, le stesse scelte si evolvono. Si potrebbe rivoluzionare e migliorare la modalità di fare l’anamnesi pre-vaccinale introducendo i test anticorpali”.

Sui vaccini sembrano esserci, più che differenti opinioni, due fazioni di medici e scienziati, anche alacremente in lotta, Lei si schiera?
“Vero, ma io onestamente non scendo in questi ‘crash’, me ne sto nel mio ‘Olimpo’ (ride). I vaccini hanno i loro meriti. Mi hanno lasciato amarezza, tuttavia, casi eclatanti di danni in cui bisognava davvero chiudere gli occhi per negare il risarcimento. Casi in cui avevano anche vinto in Tribunale, ma il Ministero della Salute ha negato il riconoscimento solo per un fatto economico. Talvolta queste discussioni diventano ideologiche e dimenticano la scienza o cercano di stiracchiarla in un senso o nell’altro. Spesso ci sono interessi economici di vario genere a guidarle”.

Ecco, a proposito di interessi economici, a quanto pare in Italia non esiste una legge sul conflitto di interessi di medici e scienziati che possono ritrovarsi a lavorare nel settore pubblico mentre hanno introiti anche dalle case farmaceutiche.

“Già, andate a vedere la manfrina di consulenze per Regioni e Comuni e tutti i soldi che vi girano attorno con un grave deficit di indipendenza. Consulenze scientifiche o mediche spesso inutili o non qualificate. Comunque teniamo presente anche il fatto che i vaccini per le case farmaceutiche cominciano a non essere più un mercato interessante rispetto a quello del farmaco. Ormai sono poche a produrre i vaccini”.

Pensa ci siano medici che si sono costruiti carriere grazie alla loro battaglia contro i vaccini?

“Mah, onestamente io, in una vita dedicata alla medicina, non ne ho viste. E’ vero che le consulenze di chi si è schierato contro i vaccini, ad esempio nel caso dei militari, sono state pagate, ma pensa si siano arricchiti? Si sono anche chiusi tante strade. Credo sia facile capire che non c’è paragone con quanto ci si può arricchire grazie al supporto delle case farmaceutiche”.

23 novembre 2012